Escursionismo di coppia sugli altipiani di Folgaria Lavarone Luserna

Chiunque ami i viaggi e l’escursionismo sa bene che il Trentino è la terra perfetta per queste attività, grazie alle sue immense montagne solcate da innumerevoli sentieri, ai suoi fitti ma accoglienti boschi ed ai suoi piacevoli paesini di montagna.

 

 

Ma soprattutto, gli amanti delle escursioni non possono perdersi l’attrattiva fornita dai verdissimi ed incantevoli altipiani che la zona del Trentino ha da offrire, proprio come quello che tocca i centri abitati di Folgaria, Lavarone e Luserna.

 

Alla ricerca di un’esperienza a stretto contatto con la natura, io e la mia compagna ci siamo diretti verso il bellissimo altopiano godendoci una delle più belle giornate di sole delle ultime settimane. A dire il vero, non sapevamo bene a cosa saremmo andati incontro ed il contenuto della nostra macchina rispecchiava completamente questa indecisione: cibo per un’intera giornate, scarpe da montagna, spray anti-insetti, racchette e pressoché ogni cosa sarebbe potuta risultare lontanamente utile in una giornata all’aperto.

 

Il viaggio verso Folgaria è stato molto piacevole poiché, appena entrati nella zona del roveretano, è bastata una piccola deviazione per immergersi nel panorama montuoso circostante, guidati da una strada mai eccessivamente in pendenza o con tornanti bruschi. Il primo centro che abbiamo deciso di visitare, per l’appunto quello di Folgaria, si trova ad “appena” 1170 metri s.l.m., sul versante meridionale del Monte Cornetto e sulla riva destra del Rio Cavallo.

La peculiarità della zona è proprio questa: verdi pascoli e distese d’erba si accompagnano a cime montuose di 2000 metri e malghe, offrendo scenari incredibili per tutta la durata del soggiorno.

 

Come prima cosa, una volta parcheggiata la macchina, prendiamo un meritato caffè e approfittiamo del paesaggio per gustarci una colazione ad alta quota sullo sfondo di uno scenario naturale meraviglioso. Una volta trovate le forze per metterci in viaggio, percorriamo la prima delle escursioni previste per la giornata: l’itinerario che dal Santuario della Madonna delle Grazie conduce al biotopo di Ecken, attraversando il vicino bosco.

 

Una volta arrivati al Santuario, seguiamo la strada battuta che in un batter d’occhio ci fa immergere completamente nel bosco. Seguiamo le indicazioni per il biotopo di Ecken, il quale nasce da un antico lago, ora prosciugato, ed è situato tra i 1000 e i 1250 metri s.l.m.. La camminata è breve e piacevole, senza particolari dislivelli di sorta (meglio, visto che non siamo grandi camminatori!).

Nel giro di mezz’oretta siamo in prossimità del biotopo, nel pieno di un fitto bosco di abeti che ne fa da confine; giunti in un piacevole spazio aperto, ci stendiamo nell’erba e ci lasciamo pervadere dalla tranquillità del luogo, mettendo da parte la fretta e lo stress che queste montagne invitano a lasciare a casa. Dopo una piacevole mezz’oretta decidiamo di tornare al Santuario, toccando un piccolo centro abitato e bagnandoci nel sole della giornata.

 

Purtroppo non abbiamo abbastanza tempo per soffermarci ulteriormente a Folgaria, avendo un programma di viaggio abbastanza (purtroppo) rigido. Per cui, un po’ a malincuore, saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Lavarone.
Arrivati nel centro cittadino, anch’esso immerso in una natura meravigliosa, ci muoviamo direttamente in direzione del forte Belvedere Gschwent, il museo della prima Guerra Mondiale combattuta sulle Alpi; il forte venne infatti costruito al fine di controllare il vicino confine dell’impero austro-ungarico, e ancora oggi rappresenta una delle più importanti testimonianze del fronte che la Grande Guerra ha costituito in Trentino.

 

La visita ci lascia soddisfatti ma desiderosi di ulteriore natura, il vero obiettivo del viaggio. Impossibile dunque non recarsi al vicino lago di Lavarone, piccolo e vicino lago situato a poco più di mille metri d’altezza ed uno dei più antichi laghi di tutto l’arco alpino. Un paio d’ore di pausa, accompagnate da un pasto rigorosamente al sacco, ci rifocillano a dovere, anche se la tentazione di seguire i pochi (e coraggiosi) bagnanti era senza dubbio forte!

 

Recandoci a Luserna ci addentriamo in un mondo diverso, ultima testimonianza della storia, cultura e lingua cimbra della zona del triveneto. Lo si può vedere dappertutto: la difesa della lingua e delle tradizioni è qualcosa a cui gli abitanti del luogo tengono in modo aperto e tenace. Interessati a questo aspetto a noi così sconosciuto visitiamo la Haus von Prukk, situata nel centro del paese e retaggio delle costruzioni tipiche dell’altopiano. La costruzione è spartana, quasi essenziale, volta a rispecchiare la vita ma anche il carattere della popolazione cimbra.

 

Soddisfatti del viaggio, ci godiamo l’ultima mezz’ora di riposo prima di ripartire. Ripensare a quanto visto in giornata ha quasi del miracoloso: una natura imponente e stupenda, piccoli paesini ed accattivanti sentieri di montagna. L’altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna è un vero gioiello incastonato fra le montagne. A quanto pare, anche Freud prediligeva queste località per le sue passeggiate, e come non dargli ragione!

 

L'autore: EasyTrentino
etadmin
Appassionati del nostro territorio, abbiamo raccolto e pubblicato i racconti che ci avete mandato.
http://www.easytrentino.it