La mia vacanza sugli altipiani (Folgaria, Lavarone e Luserna)

E’ un viaggio che ti riappacifica con la natura, facendoti assaporare la maestosità del paesaggio e la tranquillità lontano da smog e  rumore. A Folgaria prendiamo alloggio all’hotel Vittoria, un albergo a gestione famigliare, ma dotato di ogni comfort, dove ci si può rilassare nel centro benessere, con una sauna, un bagno turco o una doccia emozionale. E’ un ottimo rifugio al ritorno dalle nostre passeggiate.

 

Decidiamo di sciare, e siamo fortunati, perché tra Folgaria e Lavarone si estende lo Skitour dei Forti, una smisurata pista che attraversa i forti della prima guerra mondiale, così che, oltre a fare un po’ di esercizio, possiamo ammirare un pezzo di storia. Il paesaggio è suggestivo, gli impianti di prima categoria, sia per i principianti che per gli sciatori più esperti. Per i bambini, le slittinovie sono irresistibili! La mattinata trascorre tra ruzzoloni sulla neve e fotografie.

 

Affamati per lo sforzo fisico e per l’aria frizzante e salubre respirata sulla pista, andiamo a pranzo in un locale tipico della zona. Nel centro di Folgaria troviamo il ristorante  “Al fogolar” che ci èstato consigliato da amici già passati da qui. Gustiamo alcune specialità locali, come il gulash con polenta e funghi. Il personale è cordiale e amichevole, l’atmosfera molto rilassante e il prezzo accettabile.

 

Dopo pranzo andiamo a visitare il Golf Club. Ovviamente la stagione del golf non è ancora iniziata, ma alla Club House Maso Spilzi troviamo il museo etnologico, con due mostre: la prima dedicata al bosco e ai biotopi, la seconda al rapporto tra l’essere umano e la neve. E’ una mostra molto interessante, in una costruzione suggestiva, che invita al contatto diretto con la storia locale.

Per svagarci un po’, abbandoniamo l’idea di tornare sulla pista: inizia a fare buio, e manca la voglia di indossare l’attrezzatura. Perciò optiamo per una pattinata tutti insieme al Palasport Palaghiaccio. Dopo un po’, la fame inizia a farsi sentire, perciò ci dirigiamo verso il “Ristorantino da Leo”, locale molto accogliente con specialità locali ed emiliane. Finalmente sazi, torniamo in albergo e ci rilassiamo nell’area Spa, pronti per proseguire il viaggio il giorno dopo.

Salutiamo l’hotel Vittoria e i suo splendidi proprietari dopo una colazione abbondante e gustosa. Ci dirigamo a Lavarone, poco lontano, e prendiamo alloggio all’hotel Miramonti. E’ una magnifica struttura, immersa nel verde, dalla quale si ammira il lago di Lavarone. Le camere sono pulite e con una speldida vista sull’altopiano. C’è inoltre un ampio prato attrezzato per far giocare i bambini. Sistemati i bagagli, ci muoviamo per andare a visitare il Forte Belvedere Gschwent, il museo della prima guerra mondiale. In questo periodo dell’anno è chiuso al pubblico, ma grazie ai consigli degli albergatori ci uniamo a una visita guidata, e possiamo così vedere questa meraviglia di museo. Il forte venne eretto per difendere Trento dai bombardamenti italiani, quando la città era sotto il dominio austro ungarico. Adesso è un luogo di ricordi, modernizzato con apparecchiature multimediali. Durante tutto il tour siamo accompagnati da silhouettes in controluce di soldati, che ci mostrano com’era la vita al fronte. L’intero museo è molto interessante da visitare,  particolarmente suggestivi sono gli Obici dei suoni, cannoni da cui escono rumori e voci della guerra.

 

Ci fermiamo a pranzo alla “Tana incantata” che in molti ci hanno suggerito. Gustiamo i cannelloni tipici, poi ci rilassiamo nel bosco. Siamo soddisfatti del ristorante,  nonostante i prezzi non proprio bassi. Ma la location e la cucina squisita, unita alla gentilezza dei gestori, valgono sicuramente una sosta.

 

Nel pomeriggio andiamo a vedere il Biotopo di Malga Laghetto, sito delizioso sulla strada per Luserna. Qui si trova l’abete bianco più alto d’Europa: l’ Avez del Prinzep. E dal Biotopo parte anche il percorso naturalistico “I giganti del bosco”. Prima o poi lo faremo, ma oggi siamo troppo stanchi! Perciò proseguiamo verso Luserna, per visitare un altro forte, quello che prende il nome dalla località omonima. Fu il primo forte della zona a essere bombardato, e un monumento ai caduti ricorda questa brutta esperienza. Un percorso tra postazioni di batterie, gallerie e trincee ci fa tornare indietro nel tempo. Tornati a Lavarone ceniamo in hotel, e trascorriamo il dopo cena alla Baita del gelato, a pochi passi. Due giorni intensi, di divertimento e cultura!

L'autore: EasyTrentino
etadmin
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