San Martino di Castrozza, Vanoi, Primiero: non solo trekking

Di nuovo in viaggio, questa volta in direzione di San Martino di Castrozza, alloggeremo a Canal San Bovo nella bellissima Valle del Vanoi.

 

La struttura che ci troviamo al nostro arrivo è super attrezzata con libero accesso al centro benessere e volendo si possono scegliere dei pacchetti di estetica personalizzata.

 

Per l’ultima tappa in Trentino, con la mia compagna abbiamo deciso di concederci qualche giorno di piacevole relax alternato beninteso a qualche escursione o piccola avventura.

 

La camera è confortevole e con vista panoramica sulla valle. Come regalo ci concediamo prima di andare a cena un giro nel centro benessere. Siamo accolti da personale specializzato che fa di tutto per metterci a nostro agio. Dopo un bagno turco ci facciamo una bella doccia effusiva e al termine del trattamento andiamo nella sala relax per sorseggiare una sana tisana depurativa.

 

Questa sera ceneremo a San Martino di Castrozza, ci hanno consigliato un locale in puro stile delle tradizioni del trentino con salette accoglienti dove si possono degustare ottimi vini e cucina locale. Dopo aver cenato facciamo rientro per concederci una buona notte di sonno. L’indomani mattina dopo un’ottima colazione, su consiglio del proprietario del B&B ci dirigiamo verso il lago di Calaita.

 

Arrivati il panorama è fantastico grazie alla bella giornata e sullo sfondo del laghetto ammiriamo le Pale di Martino che svettano nella loro imponente bellezza. Approfittiamo del luogo per fare una bella passeggiata costeggiando il laghetto tra gli abeti. A metà pomeriggio prima che faccia buio decidiamo di fare rientro al B&B e di andare al centro benessere a rilassarci un po.

 

Dopo cena subito a nanna, domani ci aspetta un’intensa giornata. La mattina seguente partiamo presto alla volta di San Martino di Castrozza. Poiché la giornata è splendida decidiamo di avventurarci nell’escursione sull’altopiano delle Pale di San Martino e se riusciamo, meteo permettendo cercheremo di raggiungere anche il ghiacciaio della Tradusta.

 

Arrivati a San Martino prendiamo la funivia Colverde-Rosetta che in pochissimi minuti ci trasporta a quota 2633 metri. La stazione di arrivo è posizionata ad ovest dell’altopiano, a nord subito scorgiamo cima Vezzana, la più grande delle Pale invece a sud cima Rosetta ed in appena mezz’ora raggiungiamo dopo una leggera salita il primo obiettivo. Proseguiamo per la Fradusta uscendo dal percorso segnalato, nonostante che altra gente continui per il sentiero consigliato. Deviamo per  raggiungere la cima che ormai è vicina. Una volta raggiunto il secondo obiettivo siamo ricompensati per il panorama mozzafiato che ci si presenta davanti. Infatti con uno strapiombo di quasi mille metri San Martino di castrozza ci appare come un piccolo modellino di un plastico.

 

Lo spettacolo non è adatto a chi soffre di vertigini ma lo consigliamo assolutamente anche perché il panorama sul gruppo del Lagorai, dell’Ortles-Cevedale e sul cocuzzolo del Castellaz è unico e indimenticabile.

 

Riprendiamo il cammino verso la Fradusta e dopo una salita con un fondo fatto di detriti e rocce proseguiamo seguendo il sentiero 709 e dopo quasi un’ora e mezza iniziamo a scorgere la sommità della Tradusta con quel che resta del ghiacciaio.

Finalmente dopo circa 3 ore raggiungiamo il bellissimo laghetto della Fradusta formato dal ghiacciaio stesso. Godiamo di uno spettacolo incredibile ed il sacrificio per raggiungere questo luogo è ampliamente ripagato dal paesaggio che si presenta ai nostri occhi. Dopo aver fatto qualche foto di rito ci concediamo una sosta al rifugio Pradidali. Una volta recuperate le forze ci giriamo indietro alla volta della stazione della funivia che ci riporterà a San Martino di Castrozza.

 

Rientrando al B&B stanchi e provati dalla bellissima escursione ci ripromettiamo di partecipare l’anno prossimo al famoso “trekking delle leggende“, che prevede un percorso di quasi 200 chilometri con dislivelli notevoli. Si tratta di attraversare tramite un lungo anello escursionistico, a contatto con una natura selvaggia e incontaminata,  le valli più belle delle Dolomiti: San Martino di Castrozza-Vanoi-Primiero, Val di Fassa e Val di Fiemme.

 

Sarà per il bel tempo o per lo spettacolo della natura, la passeggiata di oggi, ha profondamente segnato le fondamenta delle nostre emozioni. Il paesaggio ci ha rapiti e sicuramente il nostro prossimo viaggio in Trentino ci arricchirà di nuove sensazioni, avventure ed emozioni come ha fatto fino ad ora.

 

Appena arrivati in camera, una meritata doccia ed un massaggio nel centro benessere ci ritempra e ci permette di andare a cena con un appetito fuori del comune. Dopo cena prima di andare in camera ci soffermiamo a chiacchierare con i gestori della bellissima vacanza trascorsa, dei posti visitati e del mistero che regna tra queste vallate. Ci offrono un ottimo digestivo a base di erbe di loro produzione e dai discorsi emerge la nostra passione per il mistero e le leggende che popolano le vallate visitate.

 

Scopriamo che anche questa valle ha la propria leggenda. Dopo aver degustato l’ottimo intruglio alcolico, ascoltiamo con grande interesse la storia della leggenda del Vanoi. Un tempo lontano si narra che tutta la zona compresa tra le due valli, costituisse un’unica conca coperta da un’immensa distesa di acqua, sbarrata da una diga naturale formata da un ammasso roccioso. Questo bellissimo lago dalle acque limpide e incontaminate era abitato da una miriade di pesci e circondato da verdi foreste di conifere. Qui regnava una piccola lontra solitaria che guizzando da una sponda all’altra del lago si cibava dei numerosi pesci presenti nelle acque. Poichè questa vita solitaria la rendeva triste, decise di praticare un foro nello sbarramento roccioso per scoprire cosa ci fosse al di là del lago. Riuscita ad aprire un varco,  l’acqua defluì in modo impetuoso fendendo la diga e trascinando a valle il piccolo animale. Si creò un canyon che permise di svuotare completamente il lago e concesse  agli uomini di trasferirsi in queste due vallate.

Ancora oggi questa piccola lontra oltre ad essere il simbolo della vallata si racconta che ogni tanto s’intravveda guizzare nelle acque del laghetto di Calaita.

L'autore: EasyTrentino
etadmin
Appassionati del nostro territorio, abbiamo raccolto e pubblicato i racconti che ci avete mandato.
http://www.easytrentino.it