Una visita a Riva del Garda

Quest’anno la primavera, dopo tanto farsi attendere, sembra aver voluto lasciare il passo direttamente al caldo estivo.
L’assenza di temperature miti e del tepore piacevole di maggio si è fatta sentire, coinvolgendo inevitabilmente i miei piani di gestione delle ferie… È per questo che, alle prime giornate di sole che mi ha offerto giugno ho colto l’occasione per andare a visitare il bellissimo paesino di Riva del Garda, non mancando di apprezzare, seppur soltanto con uno sguardo di passaggio, i magnifici paesini che gli stanno intorno.

La città di Riva ha un paesaggio unico, per il quale viene sovente ritenuta l’ultima traccia a nord di clima mediterraneo.

 

La cittadina è infatti situata sul lago di Garda, ma allo stesso tempo si trova circondata da montagne (su tutte, il Monte Baldo); ciò offre non soltanto una bellissima cornice, ma anche moltissime cose da fare per chi ama l’ambiente montano.

 

Avendo a disposizione poco tempo, mi metto in marcia di buon’ora e raggiungo il lago di Garda in tempo per godermi tutta la mattinata. Come d’obbligo, la prima cosa che mi concedo di fare appena giunto in un posto nuovo è gironzolare senza meta e… rigorosamente senza guardare la cartina!

In questo modo, non condizionati da cosa è turisticamente importante, si è più liberi di “sentire” il posto e stabilirvi un contatto più personale.

 

Dopo la prima oretta passata a passeggiare sul lungolago, mi fermo finalmente per un caffè attratto dal profumo di uno dei tanti bar situati in riva al lago. La vista che mi si staglia davanti è veramente magnifica, al punto di convincermi che, in questo breve soggiorno a Riva, non avrei trovato niente di più bello e rilassante di tale prospettiva. Con un po’ di forza di volontà riesco però ad alzarmi, e mi dirigo verso la celebre Piazza III Novembre per ammirarla con calma. La piazzetta è circondata da portici di fattura medievale, e di tale epoca sono anche le costruzioni all’interno quali il Palazzo Pretorio, il Palazzo Municipale e la Torre Apponale; quest’ultima è particolarmente interessante in quanto risalente addirittura al XIII secolo e successivamente ampliata nel XVI. 34 metri di altitudine la rendono uno spettacolo imperdibile ed ancor più affascinante visto il contesto urbano nel quale è collocato.

 

Non resisto alla tentazione di salirvi percorrendo tutti e 165 i gradini che mi separano dalla cima e… beh, ne vale davvero la pena!

La vista è spettacolare, così come il paesaggio circostante che, data l’altezza, si riesce ad apprezzare a dovere. Una curiosità: appena dieci anni fa la torre è stata ristrutturata completamente e “mediterraneizzata”. Infatti la sua cupola era d’ispirazione nordica, con la classica forma arrotondata, ed è soltanto di questo secolo il suo rifacimento in chiave più classica.

 

Una breve passeggiata mi porta per le accoglienti vie del centro (dalle quali non soltanto è possibile evincere la radice medievale della città, ma anche l’influenza veneta), e mi concedo il lusso di perdermi fra le infinite vetrine che affollano i piccoli spazi a disposizione. Scelgo un ristorante per mangiare qualcosa di leggero e tipico, nonché per provare un goccio del buonissimo Franciacorta originario di queste zone; dopo un’oretta di riposo, posso finalmente ritornare in marcia e dedicarmi alla visita della Chiesa dell’Inviolata, a breve distanza dalla mia posizione.

 

La chiesa è anch’essa di origine rinascimentale e di stile barocco, ma porta in sé una grande peculiarità: essa fu infatti un rinomato luogo di pellegrinaggio sia dal Seicento a causa di un tabernacolo miracoloso; come riportano le guide, ciò fu dovuto non poco all’importante influenza della famiglia Madruzzo, la quale non mancò di usufruire dell’occasione per accrescere il proprio prestigio.

 

Terminata la visita alla chiesa, l’ultimo appuntamento che mi rimane con questa gradevole cittadina è la visita della Rocca, vale a dire una magnifica fortezza situata in riva al lago risalente al XII secolo ed attualmente sede del Museo Civico e della Pinacoteca. La costruzione è stata ristrutturata in tempi recenti poiché, nell’Ottocento, il suo utilizzo quale caserma da parte dell’esercito austoungarico aveva snaturato le sue caratteristiche originarie. La visita è breve ma molto piacevole, soprattutto, ancora una volta, per il bellissimo paesaggio che circonda il luogo.

 

Decido di salutare la città con un ultimo caffè sul lungolago, facendomi la promessa di ritornare in queste magnifiche terre e spendervi il tempo di una meritata e tranquilla visita approfondita.

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L'autore: EasyTrentino
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