Vacanza e cultura a Rovereto: tra il centro e il Museo Mart

Appena abbiamo avuto la possibilità (e, data la crisi, il coraggio) di prenderci un po’ di relax, io e mia moglie abbiamo deciso di intraprendere una piccola escursione in una delle mete più piacevoli ma sottovalutate del Trentino: Rovereto.

Sebbene il fascino del museo MART attiri turisti e visitatore in ogni momento, la bellezza propria della città viene frequentemente offuscata dalla vicina Trento, alla quale la cittadina di Rovereto è certamente simile; eppure il fascino di quest’ultima è qualcosa di ben diverso dalla vicina Trento, imperioso capoluogo di provincia e luogo di residenza di principi per molti secoli.

Le note distintive che si percepiscono nell’aria sono, fra le altre, anche opera dei Veneziani che dominarono la città per tutto il secolo XV; non solo aggiunsero maestose torri al Castello cittadino, ma vi introdussero un’attività commerciale che in breve tempo coinvolse tutta la popolazione: la filatura della seta, i cui echi sono palpabili ancora oggi.

La nostra visita inizia sotto la guida di una buona stella che ci permette di trovare un parcheggio nella zona del centro storico. Basta poggiare il primo piede sul terreno della città per sentirne la storia medievale ancora pulsante e viva, quasi come se camminarvi sopra fosse un oltraggio.

Ci animiamo a passo tranquillo lungo Via della Terra, da Piazza San Marco fino a Piazza del Podestà. Come spesso accade, è l’itinerario stesso a sorprenderci: ammirare la struttura del borgo medievale a ridosso dell’imponente Castello rende lo scenario ancora più magico, ai confini con un viaggio nel tempo. La dominazione della Serenissima si può facilmente percepire in edifici storici come la Chiesa di San Marco, eed il Palazzo Pretorio: non avendo tempo per condurre una visita approfondita di entrambe le strutture, abbiamo deciso di visitare l’ultima a causa dei pareri entusiasti che ci erano stati riportati.

Ed in effetti, una volta raggiunta Piazza del Podestà, la vista del Palazzo è semplice ma accattivante. Con una visita guidata abbiamo potuto approfondire i dettagli della sua storia, segnata da Venezia nella sua origine ma con forti influenze della successiva dominazione asburgica. Sono gli affreschi della Sala del Sindaco ad essere la testimonianza più chiara della Serenissima, nonché uno dei tratti più pregevoli per noi visitatori.

Soddisfatti, decidiamo di concederci una piccola pausa-spuntino prima di affrontare i due momenti fondamentali di ogni visita a Rovereto che voglia essere definita tale: il Castello, ed il MART.

Approfittando di una piacevole passeggiata, camminiamo lungo il centro storico fino a raggiungere l’imponente Castello, oggi sede del Museo della Guerra. Siamo in pieno orario di visita e ciò ci permettere di accodarci (ancora una volta) ad un tour, grazie al quale riusciamo a scoprire l’origine e le caratteristiche di questa magnifica costruzione. La nascita è infatti attribuita alla potente famiglia Castelbarco, in un periodo fra il XIII ed il XIV secolo; dopo poco più di un secolo, la città cadde però nelle mani di Venezia e ciò mutò profondamente la fisionomia e le funzioni della struttura: all’impianto semplice voluto dai Castelbarco, venne data una struttura poligonale fornita di imponenti torri tali da renderne una fondamentale costruzione alpina tardo-medievale. Dopo la conquista austriaca, il Castello perse però di importanza strategica e subì diverse devastazioni, diventando prima caserma, poi prigione, ed infine fortemente danneggiato durante la Prima Guerra Mondiale.

Attualmente il Castello ospita l’interessante Museo della Guerra, ma io e mia moglie ci eravamo recati più per la bellezza del luogo che per il museo in sé. Ed in effetti, la vista di cui si gode dalle zone accessibili della parte superiore è veramente stupenda.

La fame chiama e noi non esitiamo a rispondere, concedendo però un’occhiata all’orologio: alla nostra visita manca infatti ancora il museo MART, ed è uno spettacolo che merita attenzione e calma. Andiamo a prendere la macchina e ci dirigiamo verso il museo carichi di entusiasmo.

Già soltanto l’imponente edificio realizzato da Mario Botta è un biglietto di presentazione più che adeguato, ed il contenuto di questi 12mila metri quadrati disposti su quattro livelli ne sono ulteriore conferma. Oltre all’artista locale Fortunato Depero, tanti altri futuristi nonché Pop Art e arte contemporanea trovano spazio in questo immenso museo. Lo stupefacente numero di celebri artisti italiani del Novecento (passando da Fontana a De Chirico) dialoga con artisti stranieri di importanza fondamentale e con esposizioni temporanee che non fanno altro che concedere l’ennesima scusa per una visita. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, non era affatto la prima volta che mi recavo al MART, ma la mostra “La magnifica ossessione”, celebrativa dei primi dieci anni di vita di questa struttura, mi ha lasciato a bocca aperta.

La concezione di “arte” è sempre molto soggettiva, questo è vero, ma non si può restare indifferenti davanti alla qualità delle opere esposte.

È per questo che ogni volta che ci rechiamo a Rovereto, lasciamo “l’impegno” del Museo come ultimo della giornata: così da poterci godere con tranquillità e relax l’infinita collezione di questa struttura, senza che i nostri occhi tralascino qualche dettaglio importante per la fretta.

Ed è lo stesso consiglio che mi sento di rivolgere a chiunque abbia il cuore sensibile all’arte: lasciate che siano i dettagli a catturare la vostra attenzione, e lasciate che sia l’arte a chiudere una visita ad una città ricca di cultura come lo è Rovereto. Noi abbiamo fatto così, e abbiamo terminato con il sorriso una giornata che, dal punto di vista culturale ed emotivo, non esiteremmo a definire “avventurosa”.

L'autore: EasyTrentino
etadmin
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