In val di Fiemme, tra Cavalese e Predazzo

Essendo molto amante della natura, “costringo” spesso la mia compagna a soggiorni in montagna, immersi nel verde e lontani da ogni forma di stress cittadino.
Tra le mie mete preferite c’è la Val di Fiemme, zona nella quale mi sono recato diverse volte con estremo piacere a causa delle tante attrattive, dei quasi infiniti sentieri da percorrere e delle continue sorprese che riserva il posto!

 

Un viaggio in due è  (quasi!) sempre piacevole. Se poi la destinazione è un luogo di tale bellezza, la vacanza diventa davvero da sogno.

Nonostante la stanchezza accumulata in tanto tempo passato a lavorare, la mattina della partenza riusciamo ad alzarci di buon’ora (o quasi), ansiosi di metterci in moto e di iniziare il viaggio.

Prepariamo una leggera colazione e partiamo, entusiasti e curiosi, in direzione Val di Fiemme.

 

Dopo qualche ora di macchina giungiamo ad una zona che già conosciamo in virtù dei nostri passati viaggi e che sappiamo essere perfetta per uno spuntino; ci troviamo nelle vicinanze della stazione della cabinovia di Cavalese, in pieno fondovalle del Cermis.

Il luogo è infatti attrezzatissimo con tanti tavoli da picnic ed immense distese verdi, il tutto corredato da una tranquillità che permette di scrollarsi di dosso qualsiasi tensione accumulata durante i precedenti mesi di intenso lavoro.

 

Dopo un po’ di assoluto relax, abbandoniamo la zona per recarci nel centro cittadino di Cavalese.
Il paese è collocato nella zona più ampia della Val di Fiemme, nonché nel suo punto più soleggiato.

Dopo due passi per il centro cittadino, molto carino ed accogliente, ci dirigiamo verso la zona di Cavalese che più amiamo: il Parco della Pieve.
Si tratta di una grande area verde che circonda la chiesa della Pieve dell’Assunta, pieno di antichi tigli nonché luogo di importanza storica visto che in passato svolgeva il ruolo di centro della vita di comunità dell’intera Valle. Camminiamo fino ad arrivare in cima al parco, raggiungendo la Chiesa dell’Assunta, il Santuario dell’Addolorata ed il suggestivo vecchio cimitero; consiglio a chiunque non soltanto di visitare i posti di rilevanza storica, ma anche uno dei tanti tracciati di nordic walking che da lì si diramano.

Terminiamo il nostro giro del parco recandoci in cima alla “pagoda” (una bella costruzione orientaleggiante) e godendoci la vista incredibile sull’intera valle nonché sul complesso montuoso del Lagorai, visibile fino alle Pale di San Martino.

 

Terminata la visita al Parco e con esso quella di Cavalese, continuiamo il giro della Valle andando a Predazzo per prendere la cabinovia.

Persino la partenza è suggestiva poiché la stazione è collocata nelle vicinanze di uno “stadio del salto”, ossia un luogo nel quale è possibile praticare il salto dal trampolino con gli sci ai piedi… Vedere gli atleti praticare quello sport così coraggioso è un’esperienza forte e che ci carica di buone energie da spendere nella seconda parte di questa breve vacanza.

 

Scesi dalla cabinovia ci troviamo al rifugio Gardonè, collocato ad un’altitudine di 1660 metri sul livello del mare. Siccome siamo un po’ affamati, decidiamo di fare un breve spuntino all’interno della struttura per poi successivamente incamminarci in uno dei tanti sentieri che da lì consentono la visita dei limitrofi boschi. Una volta sfamati, intraprendiamo uno dei tracciati e ci immergiamo nella natura per qualche ora, dimentichi di tutto il resto.

Il dislivello ed il tipo di percorso sono un po’ stancanti, soprattutto per chi, come la mia ragazza, non è un gran camminatore; nonostante ciò, il sentiero ed il luogo si fanno amare e nessuno osa lamentarsi :)

 

Una volta tornati al rifugio, decidiamo di terminare questo giro della Val di Fiemme rilassandoci e salendo ancora più in alto: prendiamo infatti la vicina seggiovia e ci rechiamo al Passo Feudo, collocato a ben 2190 metri sul livello del mare! Il panorama stupendo che ci accoglie permette di toglierci di dosso tutta la stanchezza accumulata, ed un nuovo spuntino al sacco consumato dei vicini prati ci permette di recuperare le forze e prepararci per il viaggio di ritorno.

 

Il panorama impedisce quasi che gli si stacchino gli occhi di dosso, e fa rendere conto di come il Trentino e le sue valli costituiscono una risorsa naturale quasi introvabile al giorno d’oggi.

 

A volte mite, a volte selvaggio, il paesaggio trentino può sorprendere per la sua varietà ma resta sempre e costantemente incantevole.

L'autore: EasyTrentino
etadmin
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