Un viaggio a Trento in primavera (maggio)

Aspettare maggio per mettersi in viaggio si è rivelato un rischio molto maggiore di quanto avessimo previsto: se da un lato ci ha permesso di concludere gli impegni principali di lavoro, dall’altro… siamo partiti durante il maggio più piovoso e freddo che io ricordi!

Il buon proposito di partire presto si è dimostrato però più difficile da seguire al momento di svegliarci. Con un po’ di coraggio ed un caffè doppio, ci siamo imbarcati verso il Brennero con direzione Trento.

Già il paesaggio che preannuncia la città sembra predisposto artificialmente per stupire i visitatori: la bellissima Valle dell’Adige, i campi coltivati a vigneto, le imponenti montagne che accompagnano il corso del fiume sono uno spettacolo incantevole al punto da farci chiedere cosa ci avrebbe aspettato all’arrivo a Trento.

La città di Tridentum è infatti stata il centro di numerosissime lotte fra i Principi-Vescovi della città e le famiglie circostanti; eppure il Principato Trentino ha resistito per otto secoli, fino all’inizio dell’Ottocento. Insomma, ogni cosa lasciava presagire il meglio per il nostro viaggio.

Trovare parcheggio in centro non è stato affatto difficile.

Dopo qualche difficoltà a comprendere dove iniziasse la ZTL, siamo riusciti a posizionarci vicino Via Verdi, la stradina universitaria dove risiedono le facoltà di Giurisprudenza e di Sociologia. La prima è stata opera dell’architetto Renzo Piano, mentre la seconda è il bell’edificio antico che ha ospitato la storica e travagliata Facoltà di Sociologia trentina.

Non abbiamo dovuto camminare molto perché scorgessimo il Duomo di Trento, posto esattamente alla fine di Via Verdi. Eravamo probabilmente gli unici turisti sul luogo, e ciò ha attribuito un’ulteriore aura di sacralità al posto; la cattedrale di San Vigilio non solo è risalente al Trecento, ma fu edificata sulla base di templi ancora più antichi. Il mio animo romantico si è lasciato facilmente impressionare dal pulpito a mezz’aria simboleggiante la presenza del Padre, e dal fatto che in questa bella chiesa ha avuto luogo uno dei più importanti momenti della cristianità moderna: il Concilio di Trento, per l’appunto.

Dopo l’incantevole esperienza nella Cattedrale, lo scorcio aperto ed ammaliante di Piazza Duomo era esattamente quello di cui avevamo bisogno. E ciò non soltanto per la Statua di Nettuno (Tridentum, il tridente, è il nome antico della città), i bei porticati ed i palazzi antichi che vi sorgono; Piazza Duomo è bella per l’aria di quiete capace di trasmettere, per la tranquillità delle sue forme e per il riposo che inducono i suoi spazi.

Decidiamo di soffermarci un po’ in questa piazza, sorseggiando un caffè sotto i portici, e poi di gustarci un buonissimo gelato seduti sulla costruzione della fontana.

La rinfrescante pausa ci dà le energie sufficienti per continuare a camminare fino ad ora di pranzo. Sembra quasi ripetitivo dire quale soddisfazione si ha nel camminare in questa cittadina, fatta di strade strette, costruzioni antiche, angoli che danno su improvvisi spazi aperti e negozietti invitanti. Non è frequente trovare un luogo che sia così tanto “a dimensione d’uomo”, che faccia sentire tanto a proprio agio, eppure che dia continuamente la sensazione dell’antico come Trento fa con ogni sua via.

Il giro in centro ci conduce fino ad un ristorante tipico, del quale non ci lasciamo sfuggire le leccornie locali quali canederli e carne salada, accompagnate da un buon Marzemino (nonostante, come abbiamo scoperto, i vini trentini siano veramente tanti e tutti di ottima qualità) e da un bicchierino di grappa.

Terminato l’ottimo pasto, ci godiamo il sole per un’altra mezz’oretta e poi ci incamminiamo verso la macchina, intenzionati a goderci le ultime ore di luce della giornata sul Monte Bondone. La strada che lo collega alla città si è rivelata non soltanto breve (circa una ventina di kilometri), ma anche un vero e proprio viaggio panoramico!

Raggiungiamo senza difficoltà l’altopiano delle Viotte, il luogo che ci eravamo prefissati di visitare a causa della grande attrattiva naturalistica; oltre al bellissimo Giardino Botanico Alpino, gestito dal Museo di Scienze Naturali di Trento, il luogo è pieno di percorsi da seguire a piedi, dalle passeggiate meno impegnative alle difficili ferrate.

Ovviamente abbiamo optato per una leggera passeggiata di un paio d’ore, favoriti da un clima stupendo e da un sole invitante; sia io che mia moglie ci siamo però ripromessi di non dimenticare la mountain bike la prossima volta che saremmo tornati in questi bellissimi luoghi!

Camminare a 1.500 metri di altitudine è un’esperienza magnifica, e lo è ancora di più se accompagnato da una cura ed un rispetto per l’ambiente realmente percepibili.

Inoltre, tornare alla macchina e poi a a casa tanto soddisfatti era una sensazione che da tempo non provavamo, e siamo stati felici che questi stupendi luoghi del Trentino abbiano fatto non solo da cornice, ma da veri e propri protagonisti di una giornata tanto emozionante.

L'autore: EasyTrentino
etadmin
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