Un Weekend in Val di Non

La Val di Non è una delle valli più belle che il Trentino ha da offrire.

 

Aperta sulla Valle d’Adige e sulla Val di Sole, il confine naturale della Val di Non è però costituito dai monti Anauni, dalla catena delle Maddalene e dalle magnifiche Dolomiti di Brenta.

 

Consiglio, qualora si abbia la disponibilità economica e lavorativa, di prendersi un intero weekend per visitare senza fretta e godersi i bellissimi paesaggi che questo Trentino meno conosciuto ha da offrire: per quanto mi riguarda, rimpiango di aver avuto soltanto un giorno per esplorare i paesini, i laghi e le montagne della Val di Non.

 

Per prima cosa, ho deciso di fare tappa nella cittadina di Cles, una delle più grandi della zona. La visita, seppur breve (avevo poco tempo), è stata molto piacevole: la cittadina medievale è molto raccolta, piacevolissima da vedere ed ideale per una passeggiata. La cosa che ha immediatamente attirato la mia attenzione è stata il lago di Santa Giustina; sebbene sia un bacino artificiale di costruzione piuttosto recente (anni ’50 del secolo scorso), le sue acque sono straordinariamente blu e danno un ulteriore apporto di pace e tranquillità al luogo. Deciso a costeggiare il lago, ho preso la macchina per recarmi all’attrazione fondamentale del circondario di Cles, il Castel Cles.

 

Situato sulla sponda destra del lago di Giustina, il Castello ha una datazione incerta. Se le prime testimonianze sono addirittura del XII secolo, il suo nome è però legato ad una fondamentale personalità del Trentino: il principe-vescovo Bernardo Clesio, uno dei principali promotori del Concilio di Trento. Il Castello ha purtroppo subito alcuni danneggiamenti nel corso della storia (su tutte, la Rivolta dei Contadini nel 1500 e un incendio avvenuto intorno al 1825 che ne ha distrutto una parte), ma nonostante ciò si preserva maestoso ed imponente. Belli soprattuto gli interni affrescati, e la Sala delle Metamorfosi di Ovidio. Ciò che mi ha divertito di più è stato però ascoltare le storie folkloristiche riguardanti il castello, come quella della camera delle streghe o del ponte della mula; leggende raccontate da diverse centinaia di anni e che le guide (ma anche gli abitanti del luogo) ripetono con un sorriso, quasi fossero parte della loro stessa identità.

 

Essendo un appassionato di escursioni, per la seconda escursione della giornata ho deciso di affrontare un’altra avventura naturalistica molto amata dai turisti di queste zone che vogliono entrare più a contatto con le montagne. A poco meno di un quarto d’ora di macchina dal Castello Cles, è infatti sito il piccolo paesino di Fondo, dal quale si può seguire un’escursione guidata nel Canyon del Rio Sass. Il giro dura poco più di due ore e la prenotazione è obbligatoria, ma con un po’ di fortuna è possibile inserirsi all’ultimo minuto ed investire appena 8 Euro per una bellissima e suggestiva esperienza; la visita si svolge infatti esattamente all’interno del percorso che il Rio Sass ha, nei secoli, scavato nelle rocce. A tal fine viene fornito un equipaggiamento di caschetti protettivi e mantella. Sebbene il percorso non sia particolarmente stancante o complesso, è comunque consigliato principalmente a chi è in buona forma fisica ed in salute, altrimenti si rischia di essere sopraffatti dalla stanchezza!

 

Sempre dal paese di Fondo, dopo una bella pausa di un’oretta, ho radunato le ultime forze per una passeggiata sul sentiero che dalla cittadina porta al Lago Smeraldo. Attraversare il boschetto in una volta sola risulta difficile, e non per la difficoltà del cammino: il sentiero è disseminato di aree aperte adibite al pic-nic, e la tentazione di fermarsi è spesso irresistibile!

 

Recuperate le forze dopo una sosta sul lago, sono tornato alla macchina giusto in tempo per poter osservare il tramonto dal bellissimo Monte Penegal. Nella zona di Passo della Mendola non è difficile trovare un bar con un’ampia terrazza sulla vallata di Caldaro, e vi assicuro che il panorama è davvero di una bellezza indicibile.

 

Sorseggiando una cioccolata calda guardando le ultime luci del tramonto rifratte nell’immensa vallata è stata una conclusione bellissima, nonché f0rse il ricordo più romantico, della mia permanenza nell’affascinante Val di Non.

L'autore: EasyTrentino
etadmin
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